Come diventare CTU

Una delle professioni più si successo oggi è quella del consulente tecnico d’ufficio, anche abbreviato con l’acronimo CTU. Sebbene qualche tempo fa sia stato alzato un polverone sulle modalità di compenso di questi professionisti, ancora oggi risulta essere uno dei ruoli più ambiti da determinate categorie di professionisti. Anzi, stante addirittura ad una statistica sul prossimo futuro, di qui a qualche anno l’elenco dei CTU iscritti presso i tribunali subirà una crescita ulteriore.

Se ti stai domandando quindi come si diventa CTU, e come si struttura questa affascinante ma controversa professione, continua di seguito la lettura.

CTU: albo e registri presso gli uffici dei Tribunali

Innanzitutto prima di andare ad esaminare nel dettaglio la professione, si deve sottolineare che presso ogni Tribunale è istituito un albo di questi consulenti d’ufficio. Si tratta di un elenco, di un registro, al cui interno vengono segnati i nominativi dei professionisti che vantano determinate skills professionali e tecniche di un certo spessore. Competenze queste che possono essere utili al Giudice, al fine di ottenere perizie, stime, consulenze utili in fase giudiziale.

Il che significa che un CTU non prende delle decisioni di sua sponte in seno all’attività,  ma sottostà al potere decisorio esclusivo del Giudice.

L’albo di cui all’oggetto è istituito nel rispetto del codice di procedura civile che agli articoli 13 e successivi, nonché agli articoli 66 e ss. ne indica requisiti e caratteristiche. A detenere il registro è il Presidente di Tribunale, il quale insieme ad un Comitato da lui presieduto (nel comitato vi è un rappresentante dell’Ordine professionale, il Procuratore della Repubblica) decide se ammettere o meno un professionista nell’elenco.

È sempre poi il Presidente a vigilare sugli iscritti, ponendo in essere laddove necessario dei provvedimenti disciplinari (ad esempio se il CTU ha violato gli obblighi derivanti dai suoi incarichi).

A quale Albo iscriversi come CTU

Se ti stai domandando a quale Albo ti puoi iscrivere, sappi che devi rivolgerti esclusivamente al Tribunale di competenza (ovvero quello a cui appartieni secondo il comune in cui risiedi o dove hai il domicilio professionale). Ne consegue che non ci si può iscrivere a più di un Albo.

Va da sé che coloro che smettono di esercitare la professione, o coloro che cambiano indirizzo di residenza o numero telefonico, devono inoltrare immediata comunicazione di cambio dati,.

Chi può iscriversi all’albo?

Si può iscrivere nell’albo chiunque abbia una specifica competenza (sia professionale che tecnica) in una determinata materia. Requisito aggiuntivo è che si risulti iscritto presso un’associazione di categoria.

La domanda va presentata direttamente al Presidente del Tribunale, e al suo interno vanno inseriti:

  • Dichiarazione di iscrizione all’ordine
  • Appartenenza alla categoria

Come si presenta la domanda

Nel rispetto delle nuove strumentazioni tecnologiche, i Tribunali hanno attivato l’iter di presentazione della domanda per via telematica. Dopo aver stampato e compilato tutti i documenti, il professionista deve apporre una marca da bollo (dal valore di 16€) e depositare tutto il plico presso l’ufficio di Volontaria Giurisdizione.

In allegato al modulo bisogna presentare copia del proprio documento, il cv firmato, indicazione di un indirizzo PEC, e la copia del titolo che attesti la competenza in quel dato settore.

Il costo per l’iscrizione all’albo dei Consulenti Tecnico D’ufficio del Tribunale

Ma allo stato dei fatti, quanto costa iscriversi all’Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio del tribunale?

Oltre infatti ad acquistare la marca da bollo da sedici euro poc’anzi citata (utili ai fini dell’iscrizione), vi sono anche dei costi annui. Dopo cioè che il Tribunale abbia approvato la tua domanda, dovrai provvedere a pagare un importo di circa 168,00 o giù di lì  (si paga attraverso un regolare bollettino postale) valido per un anno dalla data del versamento. Solo così si perfeziona la tua iscrizione presso l’albo di competenza.

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