Iscrizione all’albo dei CTU: come fare

Ormai il Consulente tecnico d’ufficio è diventato un professionista indispensabile all’interno di cause e processi (sia civili che penali) per una decisione ultima del giudice che sia coerente e oggettiva.

Per esercitare attività da CTU, è indispensabile che il professionista provveda ad iscriversi nell’apposito Albo, presso il tribunale di appartenenza.

Il giudice infatti valuta per quel determinato giudizio l’elenco di tutti i professionisti e le relative competenze per nominare quello poi più adatto alle circostanze. È così che si crea un rapporto di lavoro e professionale fatto di fiducia e di alte competenze. Ma come ci si iscrive all’albo?

Prime info sull’iscrizione all’albo

Innanzitutto coloro che hanno intenzione di diventare CTU devono sapere che possono iscriversi solo presso un unico Albo (quello del Tribunale cui si appartiene per residenza). Tuttavia è possibile iscriversi in più di una categoria. Ogni quattro anni l’elenco dei professionisti subisce una sorta di verifica, per comprendere se coloro che ne sono iscritti possiedono ancora i requisiti richiesti per coprire il ruolo.

 

L’albo viene detenuto dal Presidente del Tribunale, il quale riconosce l’inserimento del consulente nello stesso, solo dopo aver istituito un comitato al cui interno convergono anche un Procuratore della Repubblica e un professionista settoriale. I consulenti svolgono la loro mansione sotto stretta vigilanza del Presidente stesso, il quale può sollevare anche un procedimento contro il professionista che non ottempera ai suoi doveri in seno agli incarichi ricevuti.

 

Chi può iscriversi all’albo

Per iscriversi nell’Albo dei CTU, il pr9fessuonista deve poter dimostrare di avere una competenza specifica in un settore, deve vantare una eccellente condotta morale, e deve risultare iscritto nel rispettivo ordine di appartenenza.  La competenza specifica poc’anzi citata si riferisce a delle conoscenze mirate della materia oggetto di studio, e sulla quale l’aspirante consulente ha conseguito un titolo di studio. L’aggiornamento costante è un requisito necessario per rimanere iscritto nell’albo.

 

Un qualunque professionista può iscriversi nell’albo dei CTU, mentre gli esperti new entry tra le professioni (come i grafologi ad esempio) avranno degli elenchi conservati presso le Camere di Commercio a cui si appartiene per circoscrizione territoriale

 

I documenti da presentare

Per presentare la propria domanda, il professionista deve consegnare una serie di documenti direttamente nell’ufficio del Presidente del Tribunale, ovvero l’estratto dell’atto di nascita in carta da bollo; il certificato del casellario giudiziario, il certificato di iscrizione all’Albo professionale; documenti attestanti le proprie competenze (attestati, certificati etc).

 

La domanda e la conseguente accettazione di iscrizione all’albo può pertanto essere annoverata nell’elenco degli atti amministrativi disciplinati dalla legge. La qual cosa vuol dire che trattasi di un provvedimento che si può revocare ed eventualmente annullare, qualora in seno ad un esame vengano meno i requisiti che inizialmente hanno permesso al professionista di poter rientrare tra i Consulenti Tecnici d’Ufficio.

 

Fasi ultime dell’iscrizione

Può accadere che la domanda venga respinta? La risposta è sì,  ma l’aspirante consulente può impugnare la decisione attraverso un reclamo, entro il termine perentorio di 15 giorni dalla notificazione della decisione.

A vagliare la posizione dei singoli professionisti è come già detto il Presidente del Tribunale, il quale gestisce l’albo con l’ausilio del Comitato. In caso di esito positivo quindi il Consulente risulterà a tutti gli effetti un professionista iscritto all’albo. Di lì in poi il Giudice che ritiene opportuno utilizzare le sue competenze tecniche per un processo, potrà nominarlo e incaricarlo di recidere una relazione. Per quanto vigili sul suo operato, il Presidente del Tribunale non può mettere in discussione l’operato del Consulente o il fatto che il Giudice gli abbia affidato l’incarico. Il suo compito sarà  quello di verificare che ogni regola prevista dalla norma in vigore venga rispettata per lo svolgimento del suo incarico.

Secondo le modifiche effettuate al codice di procedura civile, oggi un consulente d’ufficio non può superare il 10% degli incarichi di quelli affidati dall’ufficio.

 

 

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