La perizia psicologica

In seno ad un processo, civile o penale che sia, può capitare che le parti o il giudice propongano una perizia psicologica. Argomento tanto affascinante quanto spinoso, soprattutto in sede penale, andiamo ad analizzarlo più nel dettaglio.

Cos’è la Perizia Psicologica

Detta anche consulenza tecnica (di parte o d’ufficio) la perizia psicologica è l’esame di un consulente esperto effettuata sugli aspetti psichici di una determinata situazione o persona. Lo psicologo redige una relazione scritta dove palesa all’evidenza del giudice le sue deduzioni a seguito di uno studio sugli aspetti psicologici pertinenti al caso in esame.

Di solito si parla di perizia psicologica quando il processo di cui si occupa il Giudice entra nel campo di competenza della psicologia legale, e dunque si necessita di un chiarimento sul caso in esame.

La valutazione del danno e la perizia psicologica

In molti ignorano il fatto che anche in un caso di risarcimento del danno lo psicologo possa essere interpellato per valutare dal punto di vista peritale le risultanze della componente psicologica di una persona in una situazione. In vero il campo di competenza del perito psicologo in un caso di danno non patrimoniale è molto più complesso di altre situazioni, proprio perché l’esperto deve saper scindere l’aspetto clinico da quello giuridico, e concentrarsi soprattutto su quest’ultimo.

Il suo compito in seno ad un procedimento civile di richiesta del risarcimento del danno psichico è quello di fare una valutazione generica e di formulare una diagnosi corretta per indirizzare poi l’esito del processo verso la giusta direzione. Per tale ragione è davvero importante che il consulente sappia porre le giuste domande, sappia comunicarecon il soggetto e valutare quindi tutta la situazione, non solo clinicamente ma anche giuridicamente parlando.

Spesso la perizia psicologica serve a fare una valutazione dettagliata circa i danni riportati di natura non-patrimoniale, laddove per tali danni intendiamo:

  • Danno biologico di natura psicologica;
  • Danno morale;
  • Danno esistenziale

Per rendere più facile il lavoro dello psicologo l’ordinamento ha provato a dare una definizione scissa dei tre tipi di danni, ma resta il fatto che il suo compito è di dare una valutazione inclusiva delle ripercussioni che questi tipi di danno hanno avuto sulla persona. Esaminare nel dettaglio ruolo del consulente e della perizia psicologica vorrebbe dire addentrarsi in un ostico e complesso discorso, dove contraddizioni e dubbi porterebbero ad una spiegazione troppo tecnica.

Rimanendo quindi in maniera sommaria sul compito del perito psicologo, possiamo dire che durante l’esame peritale, egli stesso si attiva per effettuare un accurato processo diagnostico. Da tale iter si evidenziano e delineano le situazione pre danno con quelle post trauma. Grazie a questo approccio, il consulente riesce a stabilire se l’evento lesivo su cui si avanza pretesa risarcitoria, sia stato davvero compromissione per l’ equilibrio psicologico della persona lesa.

Come si svolge la perizia

Il consulente riesce a svolgere la sua mansione attraverso uno studio accurato. Parte infatti dall’anamnesi del paziente (documentata con precedenti referti medici e con le testimonianze di amici e parenti) per stabilire come vivesse, dal punto di vista psicologico, il soggetto leso prima dell’accadimento. Non basta infatti che l’individuo presenti delle conseguenze psicologiche per dire che il danno subito sia stato determinante, ma occorre che sussita la relazione tra l’evento traumentico e la situazione psicologica attuale.
Per riuscire a scrivere una perizia come si deve, il perito chiederà anche di avere un colloquio con la persona, o eventualmente di sottoporlo ad un test specifico grazie al quale ricavare tutte quelle info utili sulla condizione attuale del paziente.

La quantificazione del danno in sede peritale

Dopo aver concluso questo delicato esame, si presenta il problema forse più delicato e complesso. Ovvero quello di quantificare in termini economici il danno subito dal soggetto in esame. Trattandosi di una componente intangibile, quella psicologica non facilmente può essere messa sulla bilancia del valore economico. Bisogna infatti considerare quanto il trauma psicologico abbia compromesso la persona, la sua vita, la sua esistenza. Non basta dunque dare una diagnosi, seppur meticolosa, ma bisogna andare oltre e capire come e quanto quella diagnosi si stia ripercuotendo sulla vita del soggetto leso. Non parliamo di un problema di poco conto, considerato che si parte dalla mera diagnosi e si addentra nella componente soggettiva, di molto più complessa valutazione per una serie di ovvi motivi.

Questo è un problema non da poco dato che è influenzato grandemente da caratteristiche soggettive e slegato, invece, dalla semplice gravità della diagnosi (disturbi “lievi” possono causare un disagio significativamente maggiore dei cosiddetti disturbi “gravi” a seconda del contesto).

Il percorso di valutazione psicologica del danno è quindi molto complesso e richiede una particolare attenzione da parte del perito, oltre che una competenza specifica sia in campo clinico che in quello giuridico.

La perizia psicologica nel processo penale

Il discorso fatto finora vale in sede civile.

Per l’ambito penale, la perizia psicologica ha tutta un’altra portata. In vero la giurisprudenza, onde evitare che l’esito dell’esame peritale sia usato contro l’imputato, ritiene inammissibile la perizia psicologica in sede processuale. Al contrario viene richiesta spesso per valutare la veridicità e la credibilità di quanto dichiarato dalla persona offesa.

In sede penale la perizia psicologica diventa una indagine più che altro della personalità dell’autore del reato. Se ne valuta la psiche per capirei motivi del suo gesto, attraverso la sua personalità. Insomma nulla ha a che vedere con la consulenza tecnica in sede civile. L’esclusione di questo tipo di perizia dal novero processuale in sede penale nasce con l’art. 220 del codice penale, secondo cui:

“Salvo quanto previsto ai fini dell’esecuzione della pena o della misura di sicurezza, non sono ammesse perizie per stabilire l’abitualità o la professionalità nel reato, la tendenza a delinquere, il carattere e la personalità dell’imputato e in genere le qualità psichiche indipendenti da cause patologiche”

Sebbene chiaro l’articolo citato, la giurisprudenza ha provato numerosi approcci più flessibili della materia. In molte occasioni infatti i giudici stessi hanno cercato di aprire la mente all’accoglimento della perizia psicologica, sebbene spesso fossero state addirittura sollevate questioni di legittimità costituzionale. Dunque, tralasciando l’andirivieni storico, oggi la ratio giurisprudenziale può essere cosi’ dedotta: la perizia psicologica va esclusa in primis per evitare di ledere la libertà morale dell’imputato; in secondo luogo per evitare che i risultati indagatori dello psicologo vengano considerati poco attendibili; in terzo luogo per evitare di dover far affrontare a professionisti affermati difficoltà non di poco conto nello svolgimento della perizia stessa.

Appare quindi evidente che la perizia psicologica avrebbe in sede processuale un ruolo determinante per il giudice e per la sua decisione. Non si finirebbe più con il valutare i fatti e i vari accadimenti ma si parlerebbe solo in virtù dell’identità dell’imputato data dalla perizia psicologica svolta.

Il che giocherebbe anche a sfavore della ratio del diritto penale, che come disciplina si prefigge scopi ben diversi dal perseguire i pensieri inconsci di una persona, ragion d’essere questa solo della psicologia. Basare il diritto su questo credo, minerebbe le capacità di valutazione di un giudice che, dovrebbe sempre essere imparziale e oggettivo.

Quanto costa una perizia psicologica

Sorge dunque spontaneo chiedersi, per l’enorme lavoro che fa il perito, quanto costi effettuare una perizia psicologica rivolgendosi ad un consulente tecnico di parte. Purtroppo non esiste una risposta univoca, oggettiva e assoluta. Si potrebbe provare a fare una stima in media, ma di norma la retribuzione si calcola sulla base di tabelle concernenti le tabelle professionali. Come altre categorie, anche quella degli psicologi ha un suo tariffario sulla base del lavoro che effettua.

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