La perizia fonica per identificare voci e suoni

La perizia fonica è effettuata per identificare voci e suoni. Questa tipologia di perizia rappresenta un settore specifico dell’ambito forense che assume connotati interdisciplinari, in quanto si trova al crocevia tra le conoscenze linguistiche, legali e informatiche.

Oggi i dispositivi elettronici (come laptop, smartphone e PC) consentono di comunicare a distanza e di oscurare la localizzazione degli interlocutori, per questo è fondamentale il ruolo degli esperti in grado di intercettare le tracce vocali e identificare i soggetti parlanti.

I periti fonici sono quindi in grado di operare laddove si è in presenza di audio e registrazioni, nel settore delle investigazioni e nelle Aule dei Tribunali.

Cos’è la perizia fonica e a cosa serve

Laddove non sia possibile ricorrere ad altre prove tangibili, questo tipo di perizia può rappresentare un vero e proprio punto di svolta per un’indagine. La perizia fonica comprende:

  • l’identificazione dei parlanti
  • il miglioramento e la decodifica dei messaggi vocali
  • l’analisi delle emozioni nella voce
  • l’autenticazione delle registrazioni
  • l’eventuale disvelamento delle identità che siano state rese anonime o falsificate dai criminali.

L’analisi peritale consiste nella corretta interpretazione dei segnali sonori provenienti principalmente dalle intercettazioni telefoniche e ambientali al fine di fornire al giudice una ricostruzione della realtà che sia affidabile e dettagliata.

L’art. 221 del Codice di Procedura Penale attribuisce al Magistrato la facoltà di nominare il perito scegliendolo tra gli iscritti dei relativi albi professionali oppure di affidare l’incarico a soggetti che possano dimostrare particolari competenze in materia. Nel caso del perito fonico il giudice ricorre spesso a questa seconda opzione, in quanto attualmente non tutte le regioni italiane riconoscono formalmente la figura di “Tecnico di analisi e trascrizione di segnali fonici”. Tale specializzazione viene acquisita mediante appositi corsi di formazione che consentono l’accesso all’Albo dei Periti nelle diverse Procure italiane. Si tratta di una figura che può svolgere l’attività in forma autonoma (attraverso collaborazioni o rapporti libero-professionali) oppure come dipendente presso Uffici Giudiziari o studi privati.

Come funziona una perizia fonica

Le analisi delle trasmissioni elettroacustiche o dei segnali vocali memorizzati vengono eseguite per una serie di scopi. Le registrazioni possono essere di grande importanza per le Forze dell’Ordine, i Tribunali e i servizi di intelligence.

L’ambito di una perizia fonica riguarda sostanzialmente due elementi principali:

  1. L’analisi (solitamente elettroacustica) di quei segnali vocali che sono stati trasmessi e memorizzati, al fine di migliorare l’intelligibilità del parlato, decodificare i messaggi vocali (inclusa l’accuratezza delle trascrizioni) e fornire un’autenticazione delle registrazioni.
  2. L’analisi degli atti comunicativi: riguarda questioni come il riconoscimento dei parlanti a partire dalle loro voci, l’identificazione dello stato di salute, degli stati emotivi o psicologici di chi parla e l’analisi del discorso in funzione della prova. Nel caso di un’indagine vocale, è molto importante anche il processo di comparazione tra la voce sospetta e quella del soggetto indagato.

Quando il reperto fonico deve essere identificato mediante un accertamento, serve un confronto con un campione di voce già registrato in archivio. E’ chiaro che la procedura per l’acquisizione dei campioni vocali può basarsi sulla collaborazione del soggetto indagato, al quale si richiede di fornire una registrazione vocale che servirà per il raffronto con il campione acquisito oppure, in caso di resistenza o di opposizione da parte dell’indagato, si può ricorrere a testimoni esterni che possano riconoscere il campione di voce come appartenente a quella del presunto colpevole.

In entrambi i casi, come in tutte le fasi della raccolta delle prove, si pongono alcune questioni che presentano delle insidie. E’ noto quanto sia difficile affidarsi alla memoria vocale di un testimone, in quanto tutte le percezioni sensoriali sono passibili di errori umani, anche nelle situazioni di alta familiarità.

Diverso è il caso dell’indagine tecnica svolta da un perito fonico esperto, il quale si avvale di strumenti oggettivi, che consentono di aumentare il grado di affidabilità della compatibilità vocale.

Uno tra i primi metodi di riconoscimento delle identità vocali, utilizzato dai periti fonici ancora oggi, è denominato “parametrico” e si avvale dell’analisi di alcune onde acustiche emesse in particolare dal suono delle vocali, in quanto è dimostrato scientificamente che queste, rispetto alle consonanti, possiedono delle caratteristiche di maggior robustezza e sono più facilmente misurabili. Nel corso degli anni si è capito che il solo riconoscimento fisico delle caratteristiche sonore non poteva essere sufficiente a garantire una precisa identificazione del parlante e dunque attualmente si tende a combinare le prove strumentali con ulteriori elementi linguistici e psicologici, approccio definito combined, cioè combinato.

Il perito fonico: competenze e studi

Il perito fonico è un professionista esperto che ha svolto una specifica formazione nel campo dello studio acustico, fisiologico e percettivo del linguaggio umano. I corsi di specializzazione per ottenere la qualifica di “Tecnico dell’analisi e della trascrizione di segnali fonici e di gestione della perizia di trascrizione in ambito forense” prevedono un percorso sia teorico che pratico, a cui generalmente si può accedere con un titolo di istruzione secondaria superiore. Lo specialista deve essere formato in tutte le questioni centrali della fonetica (inclusa la fonologia) ed aver sviluppato competenze in un certo numero di discipline complementari.

Le attività specifiche del ruolo di consulenza periziale fonica consistono nei seguenti processi di lavoro:

  • Analisi del segnale audio, anche attraverso l’uso di software specifici per il miglioramento della qualità dei segnali sonori. A questo proposito si sviluppano competenze informatiche per la gestione dei file, l’utilizzo di programmi per l’ascolto e l’analisi di segnali vocali (ad esempio Praat, Multispeech o altri);
  • Trascrizione in codice scritto di segnali fonici in ambito forense, a partire dall’analisi linguistica del parlato (intercettato e registrato) tenendo conto degli aspetti paraverbali, i ruoli all’interno della conversazione, l’intonazione della voce, il riconoscimento di eventuali fattori personali negli interlocutori. A tal fine vengono forniti elementi di linguistica forense, di psicologia (per l’analisi della comunicazione e il riconoscimento dei ruoli degli interlocutori), di semantica, per l’individuazione del significato dei termini, di linguistica del dialetto, per consentire di individuare l’origine geografica del soggetto e tradurne i contenuti;
  • Perizia di trascrizione, che consiste nell’esposizione scritta dei contenuti attraverso l’uso della specifica terminologia giuridica, tenendo conto sia delle caratteristiche delle procedure legali che delle relazioni professionali esistenti nell’ambito forense. Le conoscenze essenziali in questo caso riguardano le nozioni di base del diritto civile e penale e le tecniche di comunicazione per gestire in modo efficace il momento dell’esposizione dei contenuti dell’elaborato al committente.

Il perito fonico può svolgere il suo lavoro attraverso rapporti libero-professionali in regime autonomo oppure subordinato alle dipendenze di un Ente pubblico o privato. Tra gli ambiti lavorativi in cui il perito fonico può offrire la propria consulenza specialistica rientrano i Tribunali, le Procure, le Pubbliche Amministrazioni, le Case Circondariali e gli studi legali e notarili.

L’analisi forense di un audio: problematiche e limiti

Nonostante i progressi della tecnologia, ancora oggi le registrazioni ottenute durante la sorveglianza o da intercettazioni telefoniche sono raramente di buona qualità e i contenuti audio devono essere migliorati per arrivare ad una comprensione massima sia dei messaggi che dell’identità degli interlocutori.

Oltre ai problemi relativi alle caratteristiche del soggetto parlante (ad esempio: voci di interlocutori che si sovrappongono, effetti legati allo stress o al consumo di droga o alcol, ecc.) le principali fonti di degradazione del parlato sono legate al rumore in ingresso e alla distorsione dell’audio. Entrambi questi fattori possono derivare da apparecchiature inadeguate, tecniche di registrazione scadenti, errori dell’operatore o causati dall’ambiente acustico in cui sono state effettuate le registrazioni.

Il discorso mascherato o degradato può anche derivare da fattori ambientali come il “ronzio”, il vento, il movimento del veicolo, la presenza di ventilatori o altri elementi esterni alla voce umana.

Una perizia fonica deve quindi tenere conto di diversi fattori. In primo luogo, è importante conoscere il funzionamento dei vari apparecchi utilizzati per l’intercettazione dei segnali sonori, quali GSM-UMTS, microspie WIFI, microfoni, telefoni. Il passaggio iniziale nel processo di miglioramento delle registrazioni consiste nel proteggere la registrazione originale eseguendo una copia digitale. Attraverso questo primo processo possono essere digitalizzate le aree problematiche e si può procedere con l’utilizzo software che permettano di “visualizzare” le relazioni all’interno del segnale (spettrogrammi). Questi grafici possono anche essere utilizzati per ottenere una grande mole di informazioni quantitative sul segnale e quindi aiutare a identificare suoni, parole o frasi rilevanti del discorso.

Il secondo aspetto riguarda la comprensione di cosa contengono le registrazioni. Una delle aree importanti all’interno della fonetica forense è quella di migliorare l’intelligibilità del parlato registrato e anche, naturalmente, lo sviluppo di tecniche di decodifica del parlato.

Se il contenuto del discorso risulta poco chiaro o degradato deve essere avviato un protocollo di decodifica. I periti fonici si occupano di affrontare efficacemente i problemi in quest’area, riconoscendo travestimenti vocali, dialetti (e/o lingue straniere), pronunce veloci, la presenza di più conversazioni accavallate, intonazioni e inflessioni nel parlato.

Quanto costa una perizia fonica

La perizia fonica è un esame che viene richiesto dal Giudice quando si ritiene di voler acquisire ulteriori prove a carico dell’indagato o dell’imputato che facciano riferimento alle registrazioni sonore.

Non esiste ad oggi un tariffario a livello nazionale, in quanto di tratta di un tipo di perizia che non ha ancora trovato una formalizzazione condivisa. Il costo è molto variabile e dipende dalla complessità del caso, per questo online è possibile trovare prezzi molto diversi. E’ possibile suddividere le tariffe in base al tipo di attività richiesta.

Tra le perizie di trascrizione possono essere annoverate le trascrizioni telefoniche o di interrogatori, le trascrizioni di indagini ambientali, le operazioni di filtraggio e pulitura delle registrazioni sonore. Infine, ci sono le consulenze sul riconoscimento vocale e il rilevamento di manomissioni di apparecchiature di registrazione. Il calcolo dell’onorario può includere o escludere eventuali spese di trasferta o per l’acquisto di materiale, il noleggio di strumentazioni o apparecchiature per lo svolgimento di indagini particolarmente complesse e il rimborso dovuto ad un ausiliario del Consulente Tecnico.

Conclusioni

Il volume del lavoro svolto nell’ambito dell’analisi forense del parlato e dell’audio è chiaramente aumentato negli ultimi anni. Ancora più importante, ci sono anche chiare indicazioni di una crescente consapevolezza della necessità di considerare la validazione dei metodi utilizzati con valore legale se affidati all’analisi di un perito fonico esperto.

In un campo che era (e alcuni sostengono lo sia ancora) alquanto controverso, questi sviluppi potrebbero portare ad un sempre maggiore utilizzo della perizia fonica per identificare voci e suoni in ambito penale.

 

Immagine di copertina: Pexels from Pixabay

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